Bollette luce e gas: per quanto tempo conservarle?

Tenere le bollette, così come gli scontrini e le ricevute, è sempre una buona abitudine. Il motivo è semplice: questi documenti possono essere preziosi tutte le volte che si renda necessario dimostrare transazioni e pagamenti effettuati. Conservarli dunque è fondamentale, ma… per quanto tempo? Capiamo meglio. 

Quanto tempo conservare le bollette?

Due, cinque, dieci o vent’anni: sono diverse le tempistiche di “conservazione” di ogni documento. Per le bollette di luce e gas, molto varia in base alla normativa di riferimento. Se fino al 2018, infatti, il termine di prescrizione era fissato a cinque anni, oggi, come stabilito dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, l’intervallo corretto è di due anni. Quest’ultima tempistica, relativa alle utenze di clienti domestici e di microimprese, è da considerarsi valida per: 

  • le bollette del gas emesse dopo il 1° gennaio 2019;
  • quelle della luce emesse dopo il 1° marzo 2018. È necessario, però, fare una precisazione: tutte le bollette che contengono l’importo del canone TV, ovvero la maggior parte delle utenze residenziali, devono essere conservate per dieci anni. 

Il termine di prescrizione

Le tempistiche sopra indicate sono relative al termine di prescrizione, ovvero, come previsto dall’articolo 2934 del Codice Civile, il periodo nel quale il titolare può far valere un suo diritto.  

“Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge”.

In merito alle utenze domestiche, ci si riferisce al diritto del fornitore a chiedere il pagamento delle bollette. Questa richiesta può, infatti, essere avanzata nel periodo di tempo che antecede la prescrizione, che, come indicato, coincide con due anni.

Cosa succede in caso di solleciti

L’avvio del decorso di questi due anni inizia il giorno della scadenza del pagamento della bolletta. È necessario però sottolineare che lo stesso può essere interrotto da un sollecito presentato dal fornitore. Infatti, affinché una bolletta possa essere considerata prescritta e dunque non possa essere avanzata alcuna richiesta di pagamento della stessa, il proprio gestore non deve aver inviato alcuna diffida per due anni successivi dalla scadenza del documento. Se così non fosse, il conteggio si ferma. Il periodo di tempo in cui il fornitore può richiedere il pagamento riinizia, nuovamente, dal momento in cui il cliente riceve il sollecito, come stabilito dall’articolo 1454 del codice civile

I vantaggi del digitale

Avere a portata di mano questi documenti è, dunque, utile per prevenire situazioni equivoche non volute e grazie alla digitalizzazione, fortunatamente, la “conservazione” è diventata più semplice. Attraverso la ricezione delle bollette via mail si possono ovviare problematiche di spazio e di gestione e, allo stesso tempo, compiere una scelta ecologica e rispettosa dell’ambiente. Per questo è un’opzione che consigliamo sempre ai nostri clienti.  Inoltre, iscrivendosi sull’area personale nel nostro sito, è possibile visionare lo storico di tutte le bollette relative alle proprie utenze. Un ulteriore vantaggio è la domiciliazione bancaria. Questo metodo di pagamento semplice, veloce e soprattutto automatico, non richiede la conservazione delle bollette. Infatti, per dimostrare il pagamento effettuato è sufficiente la ricevuta bancaria, facilmente reperibile e sempre a disposizione nel proprio istituto bancario.  

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