Una storia illuminante

Una storia illuminante

L’utilizzo di fonti naturali di luce per illuminare gli ambienti chiusi risale all’antico Egitto. Gli antichi egizi, infatti, erano soliti utilizzare serie di specchi per riflettere la luce del sole e illuminare, così, l’interno delle piramidi durante la fase di costruzione e di decorazione a mezzo di geroglifici e disegni. Inventarono, inoltre, lucerne a olio nelle quali uno stoppino pescava l’olio combustibile.

L’invenzione della candela, invece, è attribuita alle tribù celtiche. Queste ebbero un grande utilizzo soprattutto durante il Medioevo.

L’illuminazione pubblica si iniziò a diffondere quando candele e lampade a olio furono provviste di un manicotto metallico. Il primo caso di illuminazione pubblica si ha a Parigi e la motivazione che spinse ad adottarla fu aumentare la sicurezza dei viandanti. mentre i primi tentativi iniziarono alla metà del ‘500, solo nel 1667 comparve un decreto che prescriveva l’obbligo di collocare lanterne sui muri di tutte le vie, piazze e crocicchi di strade.

Per quanto riguarda l’illuminazione a gas, la paternità spetta al chimico francese Filippo Lebon. Fu lui, infatti, a ottenere per primo un gas infiammabile dalla distillazione del legno. Il legno venne poi sostituito con il carbon fossile da parte dell’ingegnere scozzese William Murdoch.

Nel 1813, Humphry Davy applicò per primo la lampada elettrica. Il sistema non riscontrò, però, grande successo così, il primo a utilizzare l’elettricità per l’illuminazione viene considerato Wilson Swan. Quest’ultimo, infatti, nel 1878 propose la lampada a incandescenza. Invenzione poi migliorata da Thomas Edison che, nel 1879, brevettò un sistema di illuminazione con un filamento sottile e un’alta resistenza elettrica.

Fu solamente nel 1900 che si pensò di sostituire il filamento di cotone con uno di tungsteno immerso in un gas.

La lampadina a incandescenza, tuttavia, aveva una resa poco efficiente e durava poco. Per questo motivo, intorno al 1950 venne introdotta la lampada alogena. Queste lampade sono un sistema di illuminazione a bassa tensione: richiedono, cioè, meno energia per avere il bulbo alla temperatura ideale di funzionamento. Dal 1° settembre 2018, però, le lampadine alogene come quelle a incandescenza sono state messe al bando dall’Unione Europea per ridurre i consumi energetici, portando i cittadini ad utilizzare le moderne lampadine a risparmio energetico.

Le lampade fluorescenti, dette anche lampade al neon, furono inventate da Georges Claude e presentate al Grand Palais di Parigi il 9 novembre del 1909. Queste lampade presentano un’efficienza luminosa e una longevità più elevata rispetto alla lampada a incandescenza. Per questo motivo, sono indicate per illuminare ambienti esterni ed interni che richiedono un uso prolungato della luce.

Il nostro viaggio nel mondo dell’illuminazione termina con le lampade a led, sviluppate per la prima volta nel 1962 da parte di Nick Holonyak Jr. Questa è la tipologia di lampadina più efficiente fino ad ora. Ha cominciato a fare il suo ingresso nei semafori, nei lampioni delle strade e via via è stata introdotta negli esercizi commerciali per poi giungere fin nelle abitazioni private. Le lampade a led consentono di risparmiare fino all’80% di energia elettrica rispetto a quella a incandescenza. Anche la loro longevità è decisamente superiore a quella delle altre tipologie di lampadine a risparmio energetico. Le lampade a led, infatti, possono durare fino a 100.000 ore, contro le 1.000 di una lampada a incandescenza e le 10.000 di una a fluorescenza.

 

 

 

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